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Risultato degli esami..

Orsù, blaterando non molto in codesti giorni la mia persona fu rapita da impegni assai ardui. In quattro miseri e piovosi giorni le mie membra hanno dovuto sostenere un carico cerebrale non indifferente per superare altro difficoltoso esame: il biennio dell’itis.

Non perdiamoci in quisquilie, l’esame lo sostenni. E son giunto valoroso fin qui, per dirvi che sul misero foglietto trovato in una lontana bacheca all’interno del magro istituto, tra raggi di sole accompagnati da tuoni in lontananza, ho letto la seguente, oltraggiosa, scritta:

IDONEO

La mia persona è molto contenta e soddisfatta.

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  1. yoness
    3 luglio 2009 a 10:53 | #1

    Sarai mica diventato come il nostro amico “Stupor and coma”, che su hackerforum fece girare la persona delle mie palle?
    La persona del mio culo si sente presa, e alla mia persona non piace che qualche persona prenda la persona del culo.
    Coooooomunque… complimenti.

  2. 3 luglio 2009 a 12:09 | #2

    hahahahaha mi ero dimenticato di quel deficiente XD

    La mia persona la ringrazia per avermi fatto ricordare codesta situazione.

    XD

  3. 4 luglio 2009 a 15:29 | #3

    Complimentoni.

  4. 4 luglio 2009 a 15:34 | #4

    Sonavan le quiete stanze, e le vie di intorno,
    allor che alla opre scolar intento
    sedevi, assai contento di quel vago avvenir che in mente avevi.
    Era il giugno odoroso: e tu solevi così menare il giorno.

    Tu gli studi leggiadri
    talor lasciando e le sudate carte,
    ove il tempo tuo primo
    e di te si spendea la miglior parte,
    di in su i veroni del ferrares ostello
    porgevi gli orecchi al suon della sua voce,
    ma la tua man veloce
    percorrea la tanto agognata tela…

    Lingua mortal non dice
    quel che tu sentivi in seno.

    Tu pria che la erba ti inaridisse il senno,
    da chiuso morbo combattuto e vinto,
    studiavi, o tenerello. E non vedevi
    il fior degli anni tuoi;
    non ti molceva il core
    la dolce lode or delle poche chiome,
    or degli sguardi innamorati e schivi;
    né teco i compagni ai dì festivi
    ragionavan d’amore.

    Allo apparir del vero però
    tu, tapino, non cedesti:
    e con la mano, quella bacheca ignuda,
    colorata dal tuo successo…
    mostravi di lontano.

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